Che cosa è il residuo postminzionale ? - Fitoprostata.net

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Ipertrofia prostatica o ingrossamento benigno della prostata
Per residuo post minzionale si intende la quantità di urina che rimane in vescica dopo aver urinato.
L'indagine è semplice e non invasiva e si pratica per valutare quei pazienti che hanno una ostruzione al flusso urinario significativa.
Viene calcolato con la ecografia  che viene fatta prima e dopo aver urinato, con la misurazione dei diametri vescicali, metodo meno invasivo rispetto all'inserimento di un catetere vescicale .
Abbondanti ristagni post-minzionali potrebbero indicare deficit nello svuotamento vescicale (VESCICA SCOMPENSATA) e quindi ipertrofia prostatica.
Grossi volumi post-minzionali potrebbero anche indicare l'aumentato rischio di avere episodi di ritenzione urinaria acuta con conseguente necessita di posizionare un catetere vescicale .
Una accortezza da mantenere quando si valuta il residuo postminzionale è quella di evitare condizioni di sovradistenzione della vescica specie se l'esame viene eseguito dopo un'ecografia prostatica transrettale. Sebbene esista, nel soggetto normale, una relazione diretta tra volume minzionale e flusso massimo, nel paziente ostruito questa relazione raggiunge un valore soglia al di sopra del quale la sovradistensione provoca l'effetto opposto e ritenzione urinaria nel paziente prostatico.
Ecco perchè nel paziente prostatico il trattenere le urine produce dopo una difficolta maggiore nello svuotare la vescica rispetto a quando non la trattengono (in attesa ad esempio di eseguire una FLUSSOMETRIA)
IL RESIDUO POSTMINZIONALE E' TRA LE CAUSE DI AUMENTO DEL PSA
Contro il residuo post minzionale  grazie al Boldus
APOSER integratore

APOSER   compresse da 500 mg di Serenoa Repens, associata AD Ananas sativus (Bromelina) , ed Uva ursina, Urtica dioica, Boldus (alfa litico naturale)

BROMISER


Il Saw Palmetto (Serenoa repens, palmetto della florida) è una piccola palma a foglie larghe con bacche rosso scuro originaria del Sud degli Stati Uniti (Florida appunto), del Sud-Europa e del Nord-Africa. Il principale principio attivo contenuto nell'estratto di questa pianta è il beta-sitosterolo ma sono contenuti anche altri steroli, acidi grassi liberi, carotenoidi, oli essenziali e polisaccaridi.
Gli indigeni usavano le bacche per curare diverse disfunzioni urologiche, infiammazioni della prostata, disfunzioni erettili e atrofie testicolari.Già alla fine del secolo scorso, l'estratto era annoverato nella farmacopea ufficiale d'oltreoceano. L'efficacia nel trattamento dell'iperplasia prostatica benigna è stata però confermata solo di recente da una rassegna di studi clinici controllati su circa 3.000 pazienti.Paragonata alla finasteride, la pianta produce miglioramenti simili dei sintomi urologici, del flusso di urina e della dimensione delle prostata con minori effetti collaterali (soprattutto riguardo alla disfunzione erettile) e con un costo più basso (LUTS)
Come funziona?Il meccanismo d'azione non è noto: forse dipende dalla combinazione di un effetto antagonista sugli ormoni sessuali, di un'azione antinfiammatoria e di un'alterazione del metabolismo del colesterolo.Anche il National Institute of Health americano ha mostrato interesse per la piccola palma.
L'estratto lipofilico (85-95 % di acidi grassi e steroli) delle bacche di Serenoa repens è utilizzato come adiuvante nel trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna allo stadio I e II e dei sintomi  (LUTS Low urinary tract sinptoms ) ad essa associati.Assunta per via orale, ha mostrato di avere effetti antiandrogeni evidenti, inibendo l'enzima 5-alfa-riduttasi così come il farmaco di sintesi Finasteride, il recettore citosilico del DHT ed il recettore citosilico degli estrogeni.
In definitiva, l’efficacia della Serenoa repens è data dalla sinergia di diversi meccanismi d’azione:
inibizione della 5-alfa-reduttasi, enzima implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), e del conseguente processo di miniaturizzazione del follicolo pilifero, accorciamento della fase di crescita ()e depigmentazione del capello, sino alla totale scomparsa.
antagonismo selettivo locale del legame tra diidrotestosterone e recettore per gli androgeni.
può dunque rappresentare una valida alternativa alla finasteride nel trattamento della ipertrofia prostatica ma anche come effetto non trascurabile in dermatologia , per impedire o rallentare la caduta di capelli di tipo androgenetico in associazione ad altri integratori alimentari .Molte persone spaventate dal possibile insorgere di effetti collaterali derivanti dall'assunzione di finasteride (paure che, è bene ricordare, sono infondate) preferiscono affidarsi a questo estratto di origine vegetale dalle molteplici proprietà.Altri assumono invece 2 capsule di serenoa repens al giorno (620 mg ) 1 compressa ogni 12 ore in orari tali  da distribuire un effetto terapeutico  nelle 24 ore
In definitiva, l’efficacia della Serenoa repens è data dalla sinergia di diversi meccanismi d’azione:
inibizione della 5-alfa-reduttasi, enzima implicato nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), e del conseguente processo di miniaturizzazione del follicolo pilifero, accorciamento della fase di crescita ()e depigmentazione del capello, sino alla totale scomparsa.
antagonismo selettivo locale del legame tra diidrotestosterone e recettore per gli androgeni.
può dunque rappresentare una valida alternativa alla finasteride nel trattamento della ipertrofia prostatica ma anche come effetto non trascurabile in dermatologia , per impedire o rallentare la caduta di capelli di tipo androgenetico in associazione ad altri integratori alimentari .Molte persone spaventate dal possibile insorgere di effetti collaterali derivanti dall'assunzione di finasteride (paure che, è bene ricordare, sono infondate) preferiscono affidarsi a questo estratto di origine vegetale dalle molteplici proprietà.Altri assumono invece 2 capsule di serenoa repens al giorno (620 mg ) 1 compressa ogni 12 ore in orari tali  da distribuire un effetto terapeutico  nelle 24 ore


BROMELINA
Azione antiflogistica: l'attività antiflogistica è probabilmente legata ad un'interazione dell'enzima sul metabolismo degli eicosanoidi, verosimilmente sulla lipo-ossigenasi, col risultato di diminuire notevolmente la sintesi delle sostanze ad azione flogogena e vasocostrittiva, in particolare kininogeno, bradichinine, trombossano e prostaglandine E2, e ad un'attività antiaggregante piastrinica e profibrinolitica.
Infatti i prodotti di degradazione della fibrina hanno un basso peso molecolare e non diminuiscono la permeabilità della parete vasale, e inoltre si ha una ridotta formazione di fibrinogeno. Inoltre la bromelina incrementa grandemente la depolimerizzazione della fibrina e forse anche di altre proteine. Queste azioni fanno aumentare la permeabilità della parete dei vasi sanguigni e favoriscono così il rientro nel letto vascolare del materiale edematoso, riducendo in tal modo la stasi nei tessuti perivascolari.






UVA URSINA
I principi attivi principali sono degli eterosidi fenolici, rappresentati soprattutto dall'arbutina e dalla metil-arbutina. Per idrolisi l'arbutina libera un difenolo, che si ossida immediatamente a idrochinone. Inoltre contiene forti quantità (15-20%) di tannini gallici derivanti dal pentagalloilglucosio. Sono anche presenti dei flavonoidi, in particolare glucosidi della quercetina e della miricetina,  dei triterpeni, soprattutto acido ursolico, uvaolo e derivati dell'amirina, un iridoide chiamato monotropeoside e un idrossiacetofenone detto piceoside. Abbondanti sono anche i tannini, in particolare polifenoli del genere dei gallotannini. Si ritrovano anche acidi fenolici.questa droga viene usata come antisettico delle vie urinarie, dal momento che l'idrochinone, dotato di spiccata azione antibatterica in vitro, subisce nel fegato una glucurono e una sulfoconiugazione e poi viene eliminato per via renale. L'azione antisettica urinaria dell'idrochinone richiede, per manifestarsi appieno, un pH alcalino delle urine e una concentrazione di principio attivo di almeno 60 microgrammi/ml. Il miglior alcalinizzante urinario da usare assieme a questa droga sembra essere l'idrogenocarbonato di sodio.
È stato dimostrato che la capacità di molti germi gram - di aderire alla superficie delle cellule da infettare è fondamentale per il loro potere patogeno, e questa caratteristica dipende strettamente dall'idrofobicità della superficie batterica. Infatti numerosi ceppi di Escherichia coli presenti nelle urine si sono dimostrati capaci di aderire alle cellule vescicali.
Il pretrattamento di questi ceppi batterici con estratto idroalcoolico di uva ursina aumentava notevolmente l'idrofobicità della loro superficie, ostacolando in tal modo la loro adesione alle cellule da infettare e quindi la loro infettività.
Uno studio in vitro ha esaminato l’effetto dell’idrochinone sul rilascio delle citochine, sulla fagocitosi, sulla produzione di NO, sulla generazione di ROS, sull’adesione cellula-cellule/cellula-fibronectina e sulla proliferazione dei linfociti. Si è visto che l’idrochinone sopprimeva la produzione di citochine flogogene (TNF alfa, IL1beta e IL6), di NO, la generazione di ROS, l’incorporazione fagocitica del destrano, l’iperproduzione di molecole costimolatorie, l’adesione cellula-cellule delle cellule U937 indotta da CD18 e CD29 e la proliferazione dei linfociti splenici e del midollo osseo. Lo studio indica che l’idrochinone può inibire la risposta infiammatoria mediata dai monociti, dai macrofagi e dai linfociti in vitro.

BOLDO
Boldo es tit Boldina 0,2% - 200 mg/ bustina
ll Boldo (Peumus Boldus Molina) è una pianta sempreverde originaria del Cile e del Perù appartenente all'ordine delle Laurales. E’ un albero dioico sempreverde, che non supera i 5 m di altezza. Ha foglie opposte, coriacee e ovali di colore verde opaco, che presentano un picciolo molto breve. I fiori maschili e femminili sono in genere bianchi, riuniti in infiorescenze terminali. Produce frutti nel periodo che intercorre fra dicembre e febbraio caratterizzati dal grande contenuto di zuccheri e quindi dal gusto molto dolce. Le foglie del boldo contengono oli essenziali (cineolo e escaridolo), flavonoidi e alcaloidi (boldina) che conferiscono alla pianta una generale azione disintossicante. Nella tradizione popolare andina, il boldo viene utilizzato da secoli per le sue proprietà stimolanti le funzioni epato-biliari e gastro-intestinali. L'olio essenziale contenuto nelle foglie conferisce alla pianta un odore aromatico penetrante, pungente. In America del sud, viene usato per preparare infusi, soprattutto in Cile, Argentina e Uruguay. Sempre in Cile, molti anni fa, gli studiosi notarono che le capre che si nutrivano delle foglie del Boldo , non avevano disturbi epatici; da queste osservazioni presero spunto gli studi per giustificare il suo impiego nelle affezioni che colpiscono il fegato.IL boldo è dotato di diverse proprietà, fra cui spiccano l’azione diuretica (migliora la funzionalità del sistema urinario). Puo’ avere beneficio come coleretico e colagogo (l’azione coleretica aumenta la secrezione biliare e l’azione colagoga la sua evacuazione), spasmolitico intestinale (la boldina ha effetto calmante sui muscoli lisci del tubo digestivo). Si segnalano azioni  sul muscolo uterino (per effetto rilassante sul miometrio), antiparassitario (inibisce l’aumento del Trypanosoma cruzi, responsabile della malattia di Chagas), azione antimicotica (l’olio del boldo ha una certa efficacia sulla Candida Albicans. Tra le varie indicazioni terapeutiche si annoverano : Disturbi digestivi e addominali (dolori allo stomaco, spasmi del tratto gastro-duodenale, dispepsia), affezioni del sistema urinario (infezioni urinarie minori, cistite), disturbi epatici (dolori epatici, insufficienza della secrezione biliare).Venendo allo specifico ambito urologico , il principio attivo estratto dal Boldo , la Dimetossi –diidrossiaporfina  è un antagonista diretto dei recettori 1° e 1 b presenti al livello del collo vescicale : è dotato quindi di attività alfa litica, inducendo miorilassamento. In associazione con gli altri componenti , coadiuva il miglioramento del getto urinario e lo svuotamento vescicale senza incorrere nei pesanti effetti collaterali degli alfa litici (ipotensione, eiaculazione retrograda).

URTICA DIOICA
Ortica radice es tit 0,4% - 300 mg / bustina
Sin dai tempi antichi  le proprietà curative della pianta di urtica dioica sono molteplici : dotata di proprietà antiinfiammatoria, diuretica e depurativa in generale e' stata utilizzata  per la cura di malattie reumatiche. L’ urtica dioica è anche un ottimo ricostituente e rimineralizzante, attiva le funzioni digestive, ha una azione tonificante, antidiarroica, emostatica, ipoglicemizzante ed emmenagoga ed è indicata anche nelle diete dimagranti. In ambito urologico  ,  in presenza di sintomatologia di ipertrofia prostatica associata a disturbi urinari , l'estratto di radice di ortica è usato frequentemente associato alla  Serenoa Repens . Questa combinazione , attiva nel prodotto Aposer , crea una potente sinergia dal momento che la radice di ortica si occupa del lato estrogeno dell'ipertrofia della prostata, mentre la Serenoa si occupa del lato androgeno.  In pratica questa associazione diminuisce la conversione del testosterone in estrogeni, riequilibrando il rapporto androgeni/estrogeni . Tanto e’ che l’efficacia sinergica dell'associazione della urtica dioica e della serenoa  è stata comparata con quella della finasteride , il noto farmaco inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi. Entrambe le piante hanno effetti anti-infiammatori. L’estratto di radice di Urtica Dioica si rileva particolarmente utile come inibitore dell’ ingrossamento prostatico .Molti  studi clinici hanno mostrato che da  sola o combinata  ad altre piante, l’urtica dioica migliora i sintomi clinici dell'ipertrofia prostatica benigna e della prostatite. La Commissione  tedesca e l'ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy) consigliano il suo uso specifico per alleviare i sintomi urinari associati all'ipertrofia prostatica benigna.Studi condotti su un totale di 15.000 uomini affetti da iperplasia prostatica benigna hanno dimostrato che l'estratto di radice di ortica ha causato notevoli miglioramenti in dimensione della prostata, frequenza urinaria, minzione notturna e residuo post-minzione. La pianta e’ ricca di  fitosteroli  dotati di una  azione simile a quelle della Serenoa . E’ inoltre ricca di lectine (scopoletina) che fanno da inibitore all’aumento del volume della ghiandola prostatica. La radice di ortica è indicata per periodi di trattamento non inferiori ai quattro mesi ,  in associazione alla Serenoa Repens. La dose consigliata  giornaliere di estratto di radice di Urtica Dioica ( dosaggio nel  prodotto Aposer ) e’ 300 mg


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