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Principali domande sulla prostatite
LA LINEA BREA PER LA PROSTATITE e IPERTROFIA PROSTATICA






NON PIU' UN PROBLEMA
AGIRE SU PIU' FRONTI
L'utilizzo di una terapia combinata sembra essere il miglior modo di curare la eiaculazione precoce. La paroxetina , che elimina l'ansia da prestazione ed allo stesso tempo agisce sui meccanismi nervosi ritardanti. L'ultimo ritrovato la dapoxetina (PRILIGY) , che cura l'eiaculazione precoce on demand , l'arginina (TOTARGIN) che consente il potenziamento dei meccanismi della erezione e del recupero tra una erezione e l'altra attraverso la produzione dell'ossido nitrico, principale mediatore dell'erezione, vardenafil (LEVITRA 20 mg) , che svincola il meccanismo erettivo dal controllo centrale (ottenendo una erezione solo con la stimolazione periferica).
RICHIEDI ALLO SPECIALISTA SU QUESTA TERAPIA ED I CONSIGLI DI COME ATTUARLA
LA TERAPIA DELLA EIACULAZIONE PRECOCE
RICHIEDI CONSIGLI SU COME ATTUARE QUESTA TERAPIA ALLO SPECIALISTA
Dapoxetina |
1 compressa da una a tre ore prima del rapporto sessuale |
on demand |
Paroxetina |
8 gocce al di per trenta giorni |
8 gocce prima del rapporto sessuale |
Arginina |
1 bustina ogni 12 ore per trenta giorni |
|
1 compressa 1 ora prima del rapporto sessuale |
on demand |
Cosa è la prostatite ?
La prostatite è l'infiammazione della ghiandola prostatica abbastanza frequente , ma spesso poco chiara, che raramente colpisce i giovani in età prepuberale, mentre è spesso presente negli uomini adulti.
Ma c'è prostatite e prostatite: basti pensare che se c'è una situazione infiammatoria (cioè una prostatite acuta di categoria I), questa rende il tessuto prostatico permeabile a molte molecole antibiotiche che invece non riescono a penetrarvi in condizioni normali o, attenti alla osservazione, quando sia in atto una flogosi cronica.(Prostatite di categoria II) Un corretto atteggiamento clinico è possibile solo quando il medico ha posto una diagnosi specifica ed ha impostato una corretta strategia terapeutica.
Quanti tipi di prostatite esistono ?
La prostatite interessa almeno un terzo della popolazione maschile ogni anno, ma forse anche una percentuale maggiore; il disturbo difatti risulta sottostimato dal fatto che c'è una carenza di controlli precoci ed un ricorso allo specialista urologo solo quando compaiono quei sintomi invalidanti maggiori che riguardano la funzione sessuale (ejaculazione precoce o deficit erettivo) o la fertilità.
Questo fa indurre accertamenti con ritardo e terapie solo in caso di condizioni infiammatorie acute. Attualmente la classificazione più recente prevede una tassonomia delle prostatiti sulla base del grado di infiammazione ed ai segni clinici (disfunzioni urinarie presenti all'anamnesi) : Il National Institutes of Health (NIH) ha proposto la seguente classificazione delle prostatiti, accettata e utilizzata a livello internazionale:
Categoria I (Prostatite acuta batterica, ABP) .
Infezione acuta della ghiandola prostatica.
Categoria II (Prostatite cronica batterica, CBP)
Infezione cronica e ricorrente della ghiandola prostatica, con sintomatologia dolorosa, frequentemente associata a disturbi della minzione e disfunzioni della sfera sessuale.
Categoria IIIa (Sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria, CPPS)
Stato infiammatorio cronico della prostata con presenza di un elevato numero di leucociti nel secreto prostatico, nell'urina o nello sperma dopo massaggio prostatico. Presenta una sintomatologia simile a quella osservata nella categoria II in assenza di una dimostrata infezione batterica.
Categoria III b (Sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria, CPPS)
Stato infiammatorio cronico della prostata con presenza di un basso numero di leucociti nel secreto prostatico, nell'urina o nello sperma dopo massaggio prostatico. Presenta una sintomatologia simile a quella osservata nella categoria II in assenza di una dimostrata infezione batterica.
Categoria IV (Prostatite infiammatoria asintomatica, AIP)
Presenza di leucociti e/o batteri nel secreto prostatico, nell'urina e nello sperma dopo massaggio prostatico. Asintomatica.
Le categorie I e II comprendono circa il 5% delle prostatiti, e rispondono solitamente al trattamento antibiotico.
La categoria III, il che pone in molti casi un problema terapeutico,include la maggior parte delle prostatiti.
Non è semplice stimare la prevalenza delle prostatiti. Nel 1991, negli USA sono state eseguite 13 milioni di visite urologiche e nel 5.3% dei casi è stata posta una diagnosi di prostatite.
In altri studi la prevalenza dei disturbi infiammatori della prostata oscilla tra il 5 e l'11%, a seconda dell'età e della rappresentatività del campione. E' certo che, in seguito ad un primo episodio di prostatite, la probabilità di episodi successivi è elevata, oscillando tra il 20% e 50%, al crescere dell'età dei pazienti .
In Europa, la prevalenza stimata delle CPPS è pari all' 11%.
In Italia raggiunge il 13.5%
Queste forme possono tra loro interscambiarsi durante la vita di un individuo e confondere ulteriormente il problema diagnostico.
Analizziamone una per una e vedete se vi ci identificate in uno di questi quadri. Ciascun quadro ovviamente avrà un atteggiamento terapeutico differente.
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